Casa di Martino

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Risate… benefiche
di Luigi Ferrari
28 ottobre 2016

L’«occasione veramente speciale» con cui la Compagnia teatrale La Moscheta (formatasi nel 1981 e che da 35 anni sta calcando le scene di teatri nazionali riscuotendo ampio consenso) ha comunicato in internet la sua presenza al teatro “Egidio Peroni” per la sera dell’8 ottobre, ha avuto una risposta se non proprio da “Guinness dei primati”, almeno da soddisfare appieno le aspettative di Casa di Martino. L’associazione è sorta nel gennaio scorso con l’intento di dare – attraverso l’Emporio solidale inaugurato il 27 febbraio – un aiuto concreto alle famiglie numerose del nostro territorio che proprio non possono farcela a sbarcare il lunario (attualmente sono 115), sotto forma di generi alimentari e di prima necessità.
Diciamo che il ricavato dei biglietti venduti è totalmente rimasto nelle casse dell’Associazione, poiché la “Compagnia” non solo ha garantito un suo ritorno a scadenza annuale, ma ha anche assicurato che non vorrà essere risarcita del becco di un quattrino, nemmeno a indennizzo delle spese organizzative. E questa, di per sé, è già una eccellente notizia e un pregevole esempio di come possa il senso civico essere un patrimonio che tacitamente varca ogni confine.
Grisù, Giuseppe e Maria (è il titolo della commedia rappresentata), nella sua comicità, è riuscito a pigliare due piccioni con una fava: uno è già stato ricordato, l’altro si è incarnato nelle risate e negli applausi che uno spaccato di vita, rinverdito a dovere, è riuscito a ricondurci al vivere quotidiano di una sessantina d’anni fa.
Per dare “a ognuno il suo”, è un dovere ringraziare nella persona di don Flavio Miozzi, tutto il presbiterio sanmartinese, per aver concesso l’uso del teatro gratis et amore Dei, e tutte le persone che hanno speso parte del loro tempo libero per la felice realizzazione della serata.
«Avanti così», verrebbe voglia di dire; ché il “sereno”, per una fetta di questa società, fatica terribilmente a squarciare le “nubi” che la opprimono quel tanto che basti perché ognuno possa vivere dignitosamente. La filantropia è una buona cosa; migliore sarebbe se la si coniugasse con la “Carità”, perché il cuore agisce in maniera diversa.

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