tempo di Covid - Casa di Martino

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CASA DI MARTINO e LA SOLIDARIETA’ IN TEMPO DI COVID

 
Tra tutte le situazioni che ci potevamo aspettare quella di una pandemia era certo la più remota: epidemie con migliaia di morti e paura di contagio erano per noi solo temi letterari che rimandavano ad altri tempi e a società non così bene organizzate e protette come la nostra…
 
Già, peccato (o per fortuna) che la natura sia qualcosa di ben più grande e imprevedibile dei nostri programmi e delle nostre sicurezze: con il virus chiamato COVID 19 ci ha lanciato un messaggio forte e chiaro: l’uomo non è al di sopra della natura ma ne fa parte e deve rispettarla e trovare le forme di convivenza che ne salvaguardino l’integrità. Se non per convinzione e virtù, almeno per convenienza visti i costi umani e sociali che ci vengono chiesti in ogni emergenza e in particolare in quest’ultima.
 
Tra i costi umani, oltre alle tante vittime, bisogna considerare gli effetti economici che la chiusura di molte attività pubbliche (il cosiddetto lock down) ha generato nella nostra società: cassa integrazione, perdita di posti di lavoro, perdita di attività di aziende, impoverimento delle famiglie… Alcuni di questi fenomeni, purtroppo, non saranno temporanei ma rischiano di diventare strutturali.
 
Molti decisori politici si sono (doverosamente) chiesti come intervenire per attenuare questi effetti e, tra tante ipotesi e proposte, alcuni contributi e aiuti economici sono stati deliberati e, quasi sempre, fatti pervenire a chi si trova in difficoltà.
 
La nostra Associazione che già operava per aiutare le famiglie in stato di necessità si è trovata pronta sul versante del sostegno alimentare attraverso il servizio dell’Emporio della solidarietà. Dopo una prima breve fase di chiusura a seguito del’ordinanza del Sindaco, abbiamo riaperto l’Emporio adottando tutte le misure di sicurezza necessarie e abbiamo ripreso tempestivamente l’attività di distribuzione alimentare.
 
Oltre alle usuali reti di approvvigionamento (banco Alimentare, Raccolte Alimentari e Caritas) abbiamo anche potuto usufruire di molti gesti di solidarietà compiuti sia da privati che da aziende: persone e organizzazioni che ci hanno messo a disposizione molti beni da distribuire e che, pur nella difficoltà del momento, non hanno fatto mancare il loro sostegno.
 
Possiamo testimoniare quanto sia stato e sia tutt’ora importante non solo la messa a disposizione di beni, ma anche il dialogo e la relazione personale: far percepire non un gesto di carità ma un atteggiamento di solidarietà che sia il più possibile naturale in una comunità che assume la cura e la prossimità come atteggiamento di vicinato.
 
Questo, d’altra parte, era quanto ci insegnavano i nostri nonni quando ci parlavano di una società affranta e affamata dalle guerre e costretta all’emigrazione per avere una prospettiva sostenibile per i propri figli… roba d’altri tempi, come le pandemie… Appunto!
 
Roba di oggi, questioni di sempre che sempre si porranno tra gli alti e bassi di una società di consumo che per arricchire qualcuno (anche in tempo di pandemia, come succedeva con le guerre) lascia impoverire molti, società che ha delegato la solidarietà alle associazioni e i servizi pubblici ai privati e che oggi si scontra con situazioni di altri tempi che sembravano remote e invece accadono e ci impongono di ripensare ai nostri modelli di sviluppo e di comunità.
 
Ma tutto questo non ci fa perdere ne volontà ne speranza: nella difficoltà rifioriscono i segni di umanità e di fiducia che aprono nuove prospettive. Per parte nostra abbiamo deciso di integrare l’offerta di beni alimentari anche con prodotti per la scuola e per lo studio: aiutiamo i giovani sperando diventino costruttori di una nuova società, pronti a condividere le responsabilità e gli impegni.
 
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